Mondo drone!

No, non è un’imprecazione. Dal 2018, dopo i primi esperimenti con un drone giocattolo acquistato a Udine dal mitico Dorio in via Pracchiuso, ho alimentato la curiosità e la passione per gli spazi aerei coltivata fin dalla giovinezza con l’acquisto presso Mediaworld a Tavagnacco di un DJI Spark, a cui si è aggiunto un Mini più tardi. Dal web ho imparato quasi tutto ma i primi buoni suggerimenti, insieme al dono di un numero di Dronezine, mi son giunti da Dennis Zakkaria Bolzicco di ZDrone.

Perché un drone? Prima di tutto per cambiare punto di vista senza fare troppa fatica. Come esseri umani siamo incollati al suolo di questo Pianeta per la maggior parte del tempo senza grandi alternative, a parte l’elevazione offerta da passate (faticose) gite in montagna, da un volo di linea (ma è come andar sull’autobus) o da qualche sporadico volo in ultraleggero con un parente <Aeroclub Friulano>. Più di qualche anno fa ho sperimentato il volo su mezzi aerei militari e l’emozione della discesa con il paracadute: è qualcosa di indelebile per il Sistema Nervoso, che conserva una sorta di nostalgia percettiva per quei vissuti, vuoi per l’intensità propria dell’esperienza, vuoi perché il corpo e la testa avevano allora vent’anni.

Volare con un drone non è ovviamente la stessa cosa ma è possibile richiamare, almeno in parte, quel sentire ormai sedimentato nella memoria remota attraverso il recupero delle immagini sullo schermo del radiocomando o passando le registrazioni delle “missioni” sul televisore di casa.

Così, praticando, un po’ alla volta, scopri che c’è veramente un mondo sconfinato che si occupa di volo con i droni. E cosa impari?

  1. Non puoi fare quello che ti pare. Questo assunto scaturisce prima di tutto dall’invidia che personalmente provo guardando il volo pazzo delle rondini nelle mattine terse d’estate o la vista di un falco che prende la termica per salire stando quasi fermo, fino a diventare un punto indistinto nel cielo. Penso: – “Però, volano bene loro!” Già, essi hanno non solo le ali, ma la compiuta e naturale predisposizione e il know-how per vivere e sopravvivere staccati dal suolo. Sia un drone consumer che uno pro non reggono il confronto: sono estremamente maldestri e grevi, nonostante si possano considerare meraviglie dal punto di vista tecnologico. Quindi, anche se in FPV il punto di vista può simulare quanto vede una rondine affamata, in genere far volare questi zanzaroni elettronici dà sensazioni… lente, sicuramente diverse da un “tuffo” con la tuta alare dalla cima di un monte. In secondo luogo non sei libero di volare dove, come e quando vuoi: ci sono delle norme (tante), che limitano e vietano le condotte irresponsabili che costituiscono disturbo, rischio o pericolo per sé e per gli altri. Scimmiottando il motto “Bevi responsabilmente”, si potrebbe dire: vola responsabilmente! Purtroppo gli “artisti” non mancano e se ne sentono di tutti i colori.
  2. Devi studiare. Se vuoi trarre un minimo di soddisfazione dal volo con i droni è necessario avere alcune cognizioni di base e avanzate che riguardano la modalità di acquisizione e di elaborazione delle immagini e dei video digitali registrabili con la telecamera di bordo. Quindi conoscenze di tecniche di ripresa, di fotografia e di editing al computer. Puoi anche volare come un grullo ma alla fine ti annoierai e passerai ad un altro diletto. Devi studiare significa anche sapere volare in sicurezza, conoscendo alcuni elementi di tecnologia, di aeronavigazione e di metereologia.
  3. Non avere fretta. Significa che se vuoi godere dell’esperienza devi essere sistematico nella gestione delle operazioni per rendere operativo il drone e farlo decollare. Sarebbe bene seguire una check-list, proprio come i piloti d’aeroplano al decollo, per evitare dimenticanze ed errori che possono pregiudicare la qualità del volo.
  4. Vola basso. Le limitazioni di legge impongono per i droni una quota massima di 120 (~ 390 ft) nelle aree “libere” da vincoli. Tuttavia, per la mia poca esperienza, le riprese più soddisfacenti si fanno tra i 35 e i 70 metri. Salendo più in alto si perdono i dettagli di un volo “tattico”.
  5. Trova un punto di interesse. Puoi svolazzare in aperta campagna per tutta la durata della batteria riprendendo alberi, campi e pali delle linee elettriche. Se sei fortunato troverai un trattore in movimento… ma, detto tra noi, infine dopo qualche volo senti che manca qualcosa che non sai definire bene, che rende monotona l’esperienza. (to be continued)

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